Sarò pazza, ma l'idea di un weekend di pioggia mi attira moltissimo.
Libro avvincente, lasagne nel forno, macchina da cucire all'opera. Un programma ottimo, almeno per me, almeno adesso.
Niente telefoni, le cattive notizie possono aspettare, le scadenze di pagamenti e progetti pure.
venerdì, settembre 19, 2008
Sono originale, lo so
giovedì, agosto 28, 2008
A casa: secondo tempo
Colonna sonora dell'Esorcista (suoneria adeguata al personaggio ... non lascio niente al caso io), il cellulare vibra e mi strappa a una email al fulmicotone che sto elaborando da un po' (destinatario fornitore stronzetto che ce sta a provà da troppo a fare il furbo ...)
"Se esci adesso fai in tempo a passare dal ferramenta: servono scotch di carta e sturalavandini. Mi raccomando, non fare tardi".
Ecco.
Secondo round in vista. Stasera pizza casalinga alla polvere di intonaco, pois di vernice bianca e arancione OVUNQUE: come gran finale pentoloni di acqua bollente a passeggio per casa e ustioni da acido su braccia e gambe.
Sarà per questo che ha messo le sbarre alle finestre? Prevedeva che avrei tentato la fuga?
Ari-aiuto.
A casa
Ieri, giornata come altre, risveglio, colazione, véstiti ed esci, autobus, timbra, ufficio, colleghi, email, fogli excel, scrivi, correggi, pubblica; ore dopo timbra, di nuovo autobus, breve tratto a piedi ... casa.
Finalmente.
Fa caldo, è già da qualche notte che dormo male e poco, sono stanca, sogno una doccia, birra ghiacciata e spuntino, libro strepitoso da finire ("La macchia umana", Philip Roth, ho il cervello che scricchiola tanto è al lavoro) e gatta pazza ai miei piedi. Sì sì, me lo merito, ora apro la porta e do' il via al rituale di relax.
Ma.
Per una volta ti ho dimenticato ... mal me ne incolse, stolta.
Hai deciso, sei uscito e l'"hai fatto".
Tu, il pianificatore più logico e riflessivo con cui mi sia mai capitato di infuriarmi (che affronto sei alla mia impulsività da "qui e ora"), tu, il Pesci ascendente Vergine che concede al suo ittico lato folle di mostrarsi solo alle prese con esseri pelosi a 4 zampe, sotto le lenzuola o a mollo (acqua rigorosamente salata eh), il teorico del "se non c'è un più che ampio margine di possibilità di uscita e/o soluzione all'imprevisto non si prende nemmeno in considerazione l'inizio di alcunchè" ... hai stabilito che puoi finalmente permetterti di comportarti come qualunque sconsiderato impulsivo senza un piano B.
Giorni e giorni di piani strategici per acquisti oculati, sensati e pianificati in accordo a spostamenti di mobili, riorganizzazione di spazi, pittura di stanze, analisi dei costi per l'affitto a ore di furgoni, lista dei convocati per il supporto logistico, stesura degli scenari alternativi in caso di mancanza dell'elemento A piuttosto che ritardi nella consegna dell'elemento B ... tutto a farsi benedire nel breve scorrere di una gita imprevista col tuo amico al centro commerciale più pericoloso del centro-sud.
Per me il tutto si è tradotto in schiena a pezzi e attacco di allergia - spostare divani e librerie a fine giornata non è così rilassante come può sembrare - ma almeno ora sei contento, col tuo nuovo televisore Full HD, dimensioni cinemascope, manuale d'istruzioni spessore Bibbia in corpo 8 (e quello tocca a me, lo so lo so ...).
Il salotto è ribaltato, le gatte in crisi da riassestamento post-tellurico ti si strusciano in un'ansia da necessità di rassicurazione, hai chiuso la serata soddisfatto, sudato e puzzolente, svaccato sul divano che ha già il foglio di via, mentre io sono riuscita dopo mezzanotte a ritagliarmi 20 minuti di vuoto e libro da finire con palpebra cascante e pupille incrociate.
Stamattina caffè, doccia e attività assortite da risveglio ... mentre tu parti di stucco e spatola in vista della ripresa dei lavori: fu solo l'inizio fu ... la pittura - e te pareva - tocca a me. E subito. C'è un decreto ministeriale che lo attesta, pare.
A I U T O.